lo studio about architecture
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Committente
Privato
Incarico
Arredo
Collaboratori
Falegnameria Michel - Terre Roveresche PU

l’intento di Limen è quello di elevare l'oggetto-tavolo da mero elemento funzionale a vera e propria architettura domestica e spunto di riflessione sul concetto di "confine". Limen è interamente concepito e realizzato in legno massello di faggio , una scelta materica che sottolinea la solidità, la durevolezza e un legame intrinseco con la tradizione e la natura.
L'intento progettuale travalica il puro funzionalismo: il tavolo è una scultura abitabile, definita da volumi puri e proporzioni rigorose . La sua imponente presenza scaturisce dalla dialettica visiva e strutturale tra la massività dei supporti verticali (le gambe o basamenti) e la percezione di sospensione della sua superficie orizzontale. Questa tensione non è un semplice artificio estetico, ma il cuore di una ricerca che mira a dare forma a nuovi modelli di convivenza, dove l'atto creativo diventa il motore per immaginare realtà condivise.
piano: orizzonte di scambio e interfaccia di interazione
La superficie superiore di limen , costituisce l'elemento dominante e il punto focale dell'intera opera. Essa è concepita come un vero e proprio orizzonte di scambio , un’interfaccia di interazione dinamica e significativa. Il piano si configura come il dispositivo per eccellenza della discussione e della condivisione. È il luogo dove le differenze si incontrano e si confrontano pacificamente. Il concetto di confine, spesso percepito come una barriera che separa "ciò che è mio" da "ciò che è tuo", rivela qui la sua radice più inclusiva. L'analisi etimologica della parola con-fine ( cum-finis ) è il fondamento del progetto: il limite non è una cesura, ma il punto in cui due entità terminano e, simultaneamente, iniziano l'una rispetto all'altra. È lo spazio intermedio, la soglia ( limen ) appunto, che definisce l'identità di entrambe le parti proprio in virtù della loro adiacenza. In tale ottica, il confine smette di essere un ostacolo per diventare un catalizzatore di relazioni, un'area di coesistenza dove la differenza non è motivo di conflitto, ma presupposto per un arricchimento reciproco. Il tavolo incarna la materializzazione di uno spazio comune. Su questa superficie le idee, le visioni e i gesti del quotidiano — dal lavoro al pasto — si intrecciano indissolubilmente, creando un terreno fertile per nuove forme di socialità. È il punto d'incontro fisico e metaforico tra "due territori" che trovano un punto di contatto e mutuo arricchimento.
soglia liminale
L'elemento di maggiore profondità concettuale risiede nello spazio vuoto . Il sottile intervallo d'aria o shadow gap, che elegantemente e inequivocabilmente separa i basamenti verticali dal massiccio piano orizzontale. Questo distacco non è un difetto strutturale o un semplice dettaglio tecnico, ma l'asse centrale della riflessione sul tema del Confine , in quanto questo intervallo definisce il confine non come una linea di demarcazione rigida e invalicabile, ma come una soglia . Una soglia è per sua natura un luogo di passaggio, di tensione e di trasformazione . Il shadow gap esprime un paradosso vitale: il contatto e la relazione tra le parti avvengono attraverso il distacco. Questo spazio liminale consente agli elementi portanti e al piano di
coesistere senza fondersi , preservando l'identità di ciascuno pur definendo un'unità strutturale e visiva. Superando la logica del muro e della chiusura, il distacco si fa dispositivo di connessione leggera e indispensabile. Limen si erge come una meditazione critica dell’epoca contemporanea, spesso plasmata e governata dal linguaggio della separazione e dell'erezione di barriere fisiche e ideologiche. Attraverso la sua forma, il tavolo propone una profonda inversione di prospettiva.
il confine non è la fine dell'altro
Il confine non è il punto in cui finisce "l'altro" o "l'estraneo", ma, al contrario, il punto esatto in cui si avvia il processo di auto-comprensione: dove iniziamo a comprendere meglio chi siamo noi e, di conseguenza, dove desideriamo collettivamente andare. Attraverso la radicale valorizzazione dei concetti di Orizzonte (il piano come prospettiva comune) e di Soglia (il distacco come condizione di dialogo), l'opera si configura come un vero e proprio atto politico espresso nel linguaggio del design. Abitare lo spazio attorno a Limen significa riscoprire un ecosistema di coesistenza, dove le distanze sociali e culturali si mitigano in favore di una nuova e necessaria sensibilità progettuale per il futuro collettivo.
Arredo Design | 2026
limen
il confine non è la fine dell'altro





